sabato 14 novembre 2009

Semplicemente Philippe Coutinho



  Ci siamo, si ferma il campionato e si aprono le porte del "fantacalcio", quello delle operazioni di mercato praticamente virtuali che tanto fanno sognare molti tifosi.
Messi, C.Ronaldo, Iniesta, Gerrard... tutti nella fantastica giostra delle illusioni.
Scusatemi, ma lascio con piacere questo tipo di argomentazioni ai tanti esperti del settore e con soddisfazione parlo di un diciassettenne brasiliano attualmente in forza al Vasco da Gama che la società di Moratti è riuscita ad aggiudicarsi un anno fa, battendo la concorenza di grosse società europee investendo circa quattro milioni di euro.
Stiamo parlando, così come viene chiamato in patria, del nuovo Pato ovverosia di Philippe Coutinho.
A differenza del "papero" rossonero, il nostro Coutinho preferisce però agire alle spalle delle punte, da trequartista.
In una recente intervista, ci fa sapere appunto che prefesce giocare vicino l'area di rigore. Nel Vasco il suo allenatore spesso gli chiede di partire dalla destra, in un attacco con una punta centrale e due mezze punte, di coordinarsi con l'altro trequartista, trovare il tempo per l'inserimento e tirare in porta.
E' probabile che il giovane brasiliano, dopo la non esaltante esperienza con la propria nazionale nel Mondiale Under 17 in Nigeria, parta per la sua nuova  destinazione, l'Inter, anche se il regolamento del suo paese gli impedisce di essere tesserato già nel prossimo mercato di Gennaio perchè non ancora maggiorenne.
Iniziare a saggiare "l'aria" di Milano e della Pinetina, approcciarsi con i nuovi compagni e fare conoscenza con i metodi di lavoro di Mourinho e di tutto lo staff tecnico, sicuramente farà bene al promettente Philippe.

In attesa di vederlo vestito nerazzurro, gustiamoci questo bel video con le sue giocate più belle durante il recente torneo mondiale under 17 disputato con la Seleçao verde-oro. 




mercoledì 11 novembre 2009

Gabriele Sandri



Ricordo, rabbia, speranza.
Ciao Gabriele.

lunedì 9 novembre 2009

Come un sub in Val Badia


Affrontereste una escursione in montagna così conciati?
Dopo i primi passi le pinne vi impedirebbero di avanzare e rischiereste di cadere; la muta vi si appiccicherebbe addosso in maniera insopportabile; la maschera vi si appannerebbe e non vedreste più nulla…
Invece è grosso modo così che Mourinho equipaggia i suoi, schierando un improbabile centrocampo con Motta-Vieira-Muntari.

Ribadito che il sottoscritto di calcio non capisce niente, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché, dalle 20:20 di ieri sera, orario in cui approssimativamente sono venuto a conoscenza della formazione iniziale, mi sono chiesto quanti minuti e quanti gol della Roma sarebbero occorsi prima di vedere in campo il terzetto in panchina Cambiasso-Sneijder-Balotelli.
Aggiungiamoci una delle nostre solite partenze a razzo (dove la “r” è pietosamente intervenuta a censurare quello che in verità avrei inteso scrivere), e dopo un paio di minuti eravamo già con la testa sul ceppo e sotto la mannaia, prova generale del gol puntualmente beccato di lì a poco.
Ora, io mi sono spesso trovato a invocare il turn-over, ma in tutta onestà, schierare quei tre senza la copertura di Cambiasso o senza l’inventiva di Sneijder, o peggio ancora facendo contemporaneamente a meno dei due, è stata una mossa che mi ha lasciato basito sin da prima del fischio d’inizio.
Vero è che se queste prove non le fai in casa contro un avversario in difficoltà e rimaneggiato dalle assenze, quando le fai?
Ma se nell’evo moderno (ovvero dal 2004-2005, anno I° dell’Era Mancini), in campionato siamo riusciti a battere questa Roma in casa solo una volta su sei, forse non era questa la volta giusta.
Anche perché adesso c’è la sosta per le nazionali, ed è lì che noi interisti vorremmo che i nostri riposassero.
La partita dell’Inter inizia di fatto al 46°, rimettendosi quasi immediatamente sui binari giusti.
La Roma però ha il merito di non collaborare affatto alla festa ipotizzata da noi tifosi, restando sempre presente, compatta e pericolosa.
Di contro l’Inter paga la sfrenata notte ucraina da un lato e l’improvvisazione di questo atteggiamento raffazzonato della ripresa dall’altro: alla lunga, questi cambi di pelle ti possono anche mandare in tilt, non è detto che ogni volta si debba sempre risolvere tutto per il meglio.
Col senno di poi, meglio sarebbe stato schierare la formazione-tipo e sostituire qualcuno quando fosse stato necessario.
Mettiamola così: a questo serve essere a +7 sulla seconda…a permettersi passi falsi come quello di ieri sera.
Leggo stamattina che Mourinho è molto deluso dall’arbitro, dalla squadra e da Balotelli in particolare, a dimostrazione del fatto che eravamo, siamo e saremo sempre condannati a vivere sul filo del rasoio, altro che “presa di coscienza”, “salto di qualità” e “cambiamento epocale” del dopo-Kiev.
Angelo Moratti da lassù guarda e sorride bonariamente: è sempre la sua Inter.
 veleno61